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Enrico Orlandini
"Sapienza è dire la verità" – Parigi
Museo del Louvre
 

 

Il lettore non filosofo può informarsi intorno a Pitagora e il pitagorismo, con molta facilità in Internet, cliccando su "immagini" nel motore di ricerca GOOGLE, recuperando da ogni figura la url del sito da cui è stata presa.
Inoltre consultando  in rete l' enciclopedia WIKIPEDIA e, più liberamente, le facoltà di Filosofia delle Università italiane, da qui facilmente reperibili.
Una bibliografia completa può essere ottenuta chiedendo al sito www.sbn.it  (Catalogo collettivo delle biblioteche italiane), digitando come soggetto "Pitagora e pitagorismo".
Si riceverà un elenco di opere in argomento, con l'indicazione delle biblioteche che le possiedono.
Nel nostro sito sono contenuti molti frammenti autentici nei file sulla Taranto classica e in FILOLAO,  reperibili dalla directory FILOSOFIA.
Da consigliare, come lettura propedeutica, i "Dialoghi" di Platone e in modo particolare il testo su PARMENIDE.
Segnaliamo la nostra bibliografia in "FILOLAO" e in particolare la riedizione (1990) dell'opera di Vincenzo Capparelli (1878 – 1958), La sapienza di Pitagora" Ed Mediterranee. Roma, via Flaminia 109. Copia omaggio per insegnanti di matematica.

I:

La trasposizione della filosofia pitagorica ai tempi attuali,  si basa sulla ricerca di una conferma scientifica  – se possibile – della vecchia dottrina la quale si fondava sui seguenti principi:
Sino alla distruzione del sodalizio pitagorico di Crotone, essa poteva considerarsi metà filosofia e metà religione, in quanto per larga parte proveniva dall'orfismo e portava con sè la credenza nella metempsicosi, unita ad alcune regole morali di comportamento pratico che si esplicavano in una medicina fondata sulla educazione fisica e in una chirurgia delle ossa nella quale i crotoniati eccellevano ed erano considerati i primi nel mondo.
Tale carattere filosofico – moralista, secretato entro limiti di scuola, aveva conferito al bund un carattere aristocratico, forse apparentemente settario, mal visto dal resto della popolazione crotoniate, in quanto spesso contraddittorio a sé stesso,
Fuori della cerchia pitagorica, il costume del popolo era organizzato sul libero culto agli dèi, governato da un clero che, nella sua parte maggioritaria, si dedicava al dio cittadino che, nell' ambiente di Grecia e delle colonie italiche, era spesso rappresentato da Apollo, o Atena.
Una ostilità pregiudiziale aggiunta nocque certamente alla comunità pitagorica, della quale provocò la  distruzione e la diaspora che vide poi il sodalizio disperso  in varie città del mondo greco, ove sorsero scuole, fra cui quella di Filolao in Tebe, e di Teodoro in Cirene.  In esse maturò una cultura insieme filosofico – teologica e filosofico scientifica molto originale, che qui  sarà presa in considerazione. Si pensi che l' Accademia platonica contava un elevato numero di pitagorici, citati nel catalogo di Giamblico,  dei quali, cercando su Internet, se ne possono trovare i nomi. Di ascendenza platonico – pitagorica fu certamente, in seguito, il grande filosofo greco – romano Plotino.
 
Come già scritto, il sodalizio aveva prodotto una sua teologia filosofica che si fondava sul seguente principio:
tutta la natura, astrale, minerale, vegetale, animale e umana era considerata emanazione di un Dio unico inteso come potenza stante al di là della materia stessa.
L' uomo era  parte della emanazione e a lui era dato il privilegio di conoscerla attraverso lo strumento del numero, inteso come rivelatore di misura e di verità. Ciò attribuiva alla teologia pitagorica un carattere unitamente scientifico e teologico che, da allora, purtroppo. non sarà mai più apprezzato nel mondo.
Tale carattere consentiva la costruzione di una morale originale, che oggi, forse,  sarebbe utile riconsiderare.
Tale morale di fondava sulla conseguenza logica che, se tutto era emanazione di Dio, allora tutti i rapporti umani, per essere coerenti a Dio, avrebbero dovuto diventare armonici ad esso e fra loro.
Per logica, il bene era rappresentato dal tutto, e il male dal limitato, non male in sè e per sè, perchè due esseri umani possono essere due limitati armonici; così, ugualmente,  molti esseri umani,
Il male  consisteva, in pratica,  nell' interesse superiore che si dava al limitato stesso, fosse quello di un gruppo, di una città, o di una persona singola. Era lì che si trovava (e forse si trova ancora) il domicilio di Belzebub.
In breve, l'odio fra gli uomini era considerato contraddittorio alla coerenza a Dio. In ambiente di potere limitato, infatti, l'uomo vive come se Dio non esistesse.
Al di là di quelli che oggi possono apparire gli arcaismi più primitivi, che riguardano particolarmente la interpretazione della Tetrattide (i dieci punti), sulla quale, comunque, i pitagorici giuravano, e che Filolao, dopo l'applicazione del numero greco-ionico perfezionò dando il valore etico che conosciamo alla struttura numerale decadica, al di là di ciò rileviamo l'importanza che Maria Timpanaro Cardini, dall'Università di Pisa, attribuiva agli studi sulla comunità pitagorica relativi alla possibilità di evoluzione di essi.
Nella premessa al terzo volume della sua traduzione "I Pitagorici, testimonianze e frammenti" (ed. 1964) ella scrive:
"…Questo terzo volume… contiene i pitagorici anonimi. Essi rappresentano la continuità della Scuola, l'uditorio che ascoltò l'insegnamento dei maestri, lo sfondo sempre presente sulla scena su cui si mossero ed operarono i pensatori che abbiamo veduti nei precedenti due volumi, da Pitagora a Timarida, i quali pertanto non vanno visti come figure isolate, ma come ricercatori di verità, per illuminare gli intelletti e insieme per educare le coscienze, essendo teoretica ed etica i due indissolubili aspetti della verità pitagorica…
La parte rappresentativa degli anonimi  è di enorme importanza; essi costituiscono il tessuto connettivo, la continuità, e perciò anche la verifica della validità di un insegnamento.
 
E' quindi chiaro che il pitagorismo non sarebbe potuto sopravvivere in una società, in un ambiente in cui l'interesse superiore del limitato era considerato, invece "il bene".

Nell' Etica nicomachea Aristotele attribuisce al "bene" un valore diverso, certamente più concreto e più comprensibile agli uomini, dal tempo suo fino al nostro, un valore però, entro il quale, la coerenza alla costruzione di un ambiente favorevole alla concreta accettazione di Dio (inteso come armonia) rimane estranea.

E' certo che l'organizzazione politica del mondo (in tutti i tempi), abbia molto danneggiato anche le grandi religioni monoteiste e non, nessuna esclusa.

Per motivi dovuti a contraddizioni di questo genere il pitagorismo dovrà essere sempre considerato esclusivamente una filosofia, e dovrà limitare la sua teologia alla coerenza con l'Uno e con la necessità dell' armonizzazione del limitato, senza darsi regole dottrinali obbligate. 

II:

La "conquista del mondo", sia pure perseguita dalle democrazie, dovrebb'essere considerata contraddittoria ove non si abbia, nelle società, un'adeguata educazione del popolo. Se le cose proseguiranno al meglio, il mondo si unirà per accordo.

Può darsi che la filosofia pitagorica, che si giustifica oggi nella conoscenza scientifica della "unità della materia", possa, alla fine, essere considerata un materialismo.

Ma Dio è parzialmente materia.

L'ateismo, invece, dovrebb' essere considerato una malapiaga che confonde la scienza e le toglie la dignità teologica che invece le spetterebbe. Poi, l'ateismo filosoficamente  non è unitario e non produce morale condivisa.

Ciò che giustifica il recupero della filosofia pitagorica è il fatto che già da un pezzo siamo entrati nell'èra nucleare e non si vede abbastanza saggezza nel mondo da poter dire di sentirci tranquilli.

La da poco trascorsa olimpiade cinese aveva mostrato come fosse possibile un nazionalismo costruttivo e positivo. Si cercò immediatamente di sopravvalutare la questione tibetana, mentre, al contrario, l'intelligenza diplomatica avrebbe dovuto evidenziare lo sforzo messo in atto dal governo cinese per superare le  difficoltà della sua storia recente.

A Olimpiade non ancora finita, il conflitto fra Russia e Georgia provocò un numero impressionante di dichiarazioni di uomini politici americani ed europei pronti alla guerra. Dichiarazioni poi tacitate, o rientrate. Si può dare atto al governo italiano di essersi portato con saggezza.

All'inizio degli anni 'Sessanta la crisi di Cuba mise realmente a rischio  la sopravvivenza umana.  Il pericolo consisteva nel fatto che gli uomini politici impegnati in quel tempo,  giocavano   a dama, con risposte obbligate.

Dio si rivela, non si costruisce.

Quando la terra era invasa dai dinosauri, Dio esisteva, ma nessuno avrebbe potuto pensare a lui. In pratica, non esisteva.

Emblematicamente, l' "età della guerra", l.'età dei "valori della guerra" del coraggio, dello spirito di sacrificio, del saper offrire la propria vita per la vita del proprio popolo, per la famiglia, gli amici… è durata… diciamo, da Troia sino allo scoppio della prima bomba atomica sul Giappone.

Anche allora Dio esisteva, ma era obbligatorio costruirserlo e accettare la contraddizione. In pratica, neanche allora Dio esisteva.

Non è vero che gli uomini non sono capaci di creare da soli una società relativamente armonica e sana.

Non è vero che la speranza del mondo si risolva esclusivamente nel destino dell'anima.

Già l'anima, per i presocratici, era un'altra cosa, era il "motore" del corpo, non un fantasma.

Per ottenere un mondo in cui la presenza di Dio sia sensibile, bisogna prima giustificarlo attraverso la sua scoperta. Oggi la filosofia pitagorica potrebbe permetterlo.

 

Osimo, 20 gennaio 2009

 

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